Con questo 2025 si chiude, per la Fondazione Turati, non solo un anno che ha consolidato la ripresa delle nostre attività, dopo gli tsunami del Covid e della crisi energetica, ma un intero periodo della vita del nostro Ente durato 60 anni. Era infatti l’ottobre del 1965 quando nasceva la Turati. Con una ventina di dipendenti assistevamo, sulla Montagna pistoiese, in una piccola struttura, un gruppo di ragazzi con disabilità provenienti da tutta Italia. Da allora siamo cresciuti in modo esponenziale in strutture, personale, attività. Oggi abbiamo oltre 350 dipendenti, eroghiamo migliaia di trattamenti, siamo presenti, oltre che sulla Montagna pistoiese, a Pistoia, in Lazio, in Puglia. Operiamo in tutti i settori che sono a valle della fase acuta delle malattie, Rsa, Rsd, Centri diurni, lungodegenza. Assieme all’Associazione Agrabah abbiamo dato vita ad una nuova Fondazione, Raggio Verde, che assiste esclusivamente persone affette da disturbi dello spettro autistico.
Come ho già avuto modo di sottolineare alla cerimonia che celebrava i nostri 50 anni, tre sono le ragioni di questo successo. La prima va ricercata in una amministrazione molto seria, attenta, oculata. Tutte le marginalità delle varie attività vengono costantemente reinvestite. Gli amministratori, di ieri e di oggi, svolgono gratuitamente la loro funzione. La seconda ragione deriva dall’impegno e dalla competenza del nostro personale. La terza scaturisce dai principi che hanno sempre guidato gli amministratori della Turati. Sono i principi del riformismo in base ai quali si cerca di dare risposte ai bisogni via via emergenti, senza modelli precostituiti, senza idee già fatte. Non abbiamo mai preteso di adeguare la realtà alle idee, abbiamo sempre cercato di dare risposte alle necessità con un sano pragmatismo, sorretto da principi ideali e dalla volontà di venire incontro ai bisogni concreti di chi, per le cause più varie, si trova in difficoltà.
Ora, con il 2026, inizierà una nuova fase della vita della Turati. Per la legge sul Terzo Settore, con il nuovo anno spariranno tutte le Onlus. Anche la Turati cambierà pelle. Diventerà un’Impresa Sociale. Cambierà lo Statuto, cambierà l’organizzazione, cambieranno, almeno in parte, gli amministratori. Ma lo spirito resterà lo stesso. L’impegno degli amministratori e la dedizione dei dipendenti non muteranno.
La nuova Turati saprà ancora, e per lungo tempo, dare risposte efficaci ed efficienti ai vecchi e nuovi bisogni. Come sempre, non in alternativa ma con un rapporto stretto con il Servizio Sanitario pubblico, dando attuazione a quella co-programmazione e co-progettazione che costituiscono l’asse portante della riforma sul Terzo Settore.
È con questo spirito e con questi auspici che formulo a tutti i migliori auguri per un sereno Natale e un prospero Anno Nuovo.
Giancarlo Magni, presidente Fondazione Turati

