La Fondazione Turati di Gavinana ha partecipato al convegno Ben-Fare 2025 con un intervento dal titolo “La cura che si vede: il pasto come momento di relazione, dignità e attenzione”.
L’importanza del pasto come momento di relazione, dignità e attenzione è stato il tema del contributo di Consuelo Cinotti, responsabile di presidio della Fondazione Turati di Gavinana, intervenuta in qualità di relatrice al convegno Ben-Fare 2025, promosso dal marchio Qualità e Benessere a Castelnuovo del Garda (Verona) lo scorso 30 ottobre. Intitolato “Verso Itaca. Un viaggio tra fragilità, dignità e diritti“, l’appuntamento – dedicato alla formazione e allo scambio di esperienze nel settore sociosanitario e assistenziale – ha compreso due giorni di plenarie, seminari, workshop, premiazioni e incontri nel segno della convergenza tra cura, innovazione e umanità.
L’intervento di Cinotti, dal titolo “La cura che si vede“, è stato incentrato sull’importanza del significato simbolico assunto dal pasto in Rsa, legato a salute, benessere, piacere e identità personale. Un momento dunque non solo di nutrizione ma anche di presenza quotidiana e relazione, tra i più rilevanti della giornata e spesso tra i più attesi dai residenti, corrispondente inoltre a valori estetici e sensoriali. La considerazione delle fragilità e dei possibili rischi di esclusione, dati da patologie, disfagia o limitazioni fisiche, diviene pertanto fondamentale, così come risultano imprescindibili l’attenzione e la cura in tal senso da parte degli operatori e della struttura.
Il contributo ha illustrato le pratiche messe in atto alla Fondazione Turati per valorizzare il pasto, restituendo dignità e bellezza a tale momento anche in presenza di patologie. Tra le strategie adottate vi sono la formazione del personale, gli accorgimenti nella presentazione dei cibi e nell’apparecchiatura della tavola, gli elaborati protocolli interni, l’allestimento degli ambienti, l’attenzione al menù e a ogni dettaglio. Un impegno che coinvolge più profili professionali e che vede il lavoro di squadra tra operatori, logopedisti, familiari e personale di cucina.
Ecco le slide dell’intervento.



