“Stare insieme, prenderle la mano”. È una delle testimonianze raccolte durante i laboratori realizzati al centro diurno “Il filo della memoria” in vista della Giornata mondiale dell’Alzheimer, nell’ambito di un progetto pensato per “Non dimenticare chi dimentica”.
Nel centro diurno per persone anziane “Il filo della memoria” il mese di settembre è stato dedicato a numerose attività pensate in vista della Giornata mondiale dell’Alzheimer, conclusesi sabato 20. Per due settimane, alcuni laboratori hanno avuto come tema il ricordo inteso da più punti di vista.
I laboratori CreATTIVI intitolati “Il filo della memoria”, realizzati anche grazie alla collaborazione delle donne presenti, sono stati dedicati in particolare al cucito e all’utilizzo di filati. ”Quando ero giovane cucivo ma quando ero piccola, una bambina, facevo i gomitoli così” , dice una testimonianza. “Tenere l’ago in mano e il filo mi fa tornare giovane anche se prima ero più precisa” , afferma un’altra. Per un’altra persona partecipante, invece, “il gomitolo mi ricorda il mondo”.





Un altro gruppo ha partecipato al laboratorio di lettura “LetteralMente”, che ha visto come argomento principale i vecchi mestieri. Ecco alcune delle voci dei partecipanti:
“Ormai non ci sono ma li ricordiamo benissimo”.
“Del treno a vapore mi ricordo il suo profumo” .
“Il calzolaio in piazza era un posto dove i ragazzini si riunivano, lo guardavo, aveva tantissime scarpe e tutte diverse” .
“Il carbone… andavano tutti a far carbone”.
Si è trattato di incontri dove le letture hanno suscitato emozioni, unendo tutti i presenti nella rievocazione di aspetti della vita quotidiana che ormai non si vedono più ma che, proprio attraverso i ricordi, hanno potuto riprendere vita.



C’è stato infine il laboratorio “Due chiacchere in treno”, con un’attività specifica intitolata “La storia siamo noi”. In questa occasione, i partecipanti hanno espresso il significato della parola “ricordo” prendendo in considerazione aspetti molteplici, dal colore che suscita loro a ciò che si prova quando non riusciamo a farci tornare a mente qualcosa. “Io mi arrabbio”, “Urlo proprio forte” (detto mimando anche l’azione), “Io tengo un’agenda”, sono alcune delle testimonianze raccolte. Si è parlato inoltre del ricordo più bello: “Le figlie”, “Quando sono nati i miei nipoti”, “Il matrimonio con mia moglie”, ”La nascita dei due miei figli maschi”, ”La prima ragazzina che ho avuto”, “Aver vinto il concorso in ferrovia perché fin da bambino sognavo di guidare il treno”, ecco alcuni dei pensieri raccolti in proposito tra i presenti.
Alla domanda sul da farsi quando ci troviamo di fronte una persona che si dimentica le cose, i partecipanti hanno risposto così:
“Cercherei di darle delle informazioni in modo da aiutarla”.
“Darei un consiglio”.
““Se vedi una persona in difficoltà la consoli”.
“È una sensazione negativa, cerchi di ritrovarli in tutti i modi (riferito ai ricordi), devi starle vicino”.
“Stare insieme, prenderle la mano”.




