• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

AREA RISERVATA

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube
  • LinkedIn
  • X
Fondazione Filippo Turati Onlus

Fondazione Filippo Turati Onlus

Ente Morale Associato alle Nazioni Unite

  • Chi siamo
    • Organizzazione
    • Bilanci
    • Bilancio sociale
    • Trasparenza
    • La nostra offerta
    • Studi e Pubblicazioni
    • Lavora con noi
    • Regolarità contributive
    • Accesso agli Atti
    • Modello 231
    • Accesso agli Atti
    • Modulistica e informazioni
    • Whistleblowing
    • Area riservata
    • Dati per fatturazione elettronica
  • DOVE SIAMO
  • Centri di Riabilitazione
  • Residenze per Anziani
  • Residenze per Disabili
  • CENTRI DIURNI
  • Notizie
  • Chi siamo
    • Organizzazione
    • Bilanci
    • Bilancio sociale
    • Trasparenza
    • La nostra offerta
    • Studi e Pubblicazioni
    • Lavora con noi
    • Regolarità contributive
    • Accesso agli Atti
    • Modello 231
    • Accesso agli Atti
    • Modulistica e informazioni
    • Whistleblowing
    • Area riservata
    • Dati per fatturazione elettronica
  • DOVE SIAMO
  • Centri di Riabilitazione
  • Residenze per Anziani
  • Residenze per Disabili
  • CENTRI DIURNI
  • Notizie
secondo welfare

Il secondo welfare continua a crescere

Dal Terzo Rapporto sul secondo welfare, presentato a novembre 2017, emerge che quest’ultimo continua a crescere: i suoi pilastri sono sempre più importanti per il sistema sociale italiano. Luciano Pallini, direttore del Centro studi della Fondazione Turati, ci guida attraverso i contenuti della pubblicazione, che mostra quanto il secondo welfare sia necessario soprattutto laddove lo Stato non riesce ad arrivare.

Il 21 novembre a Torino è stato presentato il Terzo Rapporto sul secondo welfare in Italia, nel quale sono riunite  le ricerche svolte negli ultimi due anni dal Laboratorio Percorsi di secondo welfare del Centro Einaudi e che riguarda una realtà di rilievo per l’Italia con le tante iniziative poste in essere da attori privati, terzo settore e parti sociali per dare risposte ai cittadini in quegli ambiti nei quali risulta scarsamente presente se non assente laddove lo Stato fatica a fornire risposte adeguate ai bisogni dei cittadini. 

I dati smentiscono il luogo comune che l’Italia spende meno degli altri paesi per il welfare: le risorse messe in campo dai soggetti pubblici  sono imponenti:  quasi 450 miliardi di euro destinate a pensioni, sanità, assistenza sociale e politiche del lavoro ovvero  il 54,% dell’intera spesa pubblica comprensiva degli interessi sul debito, e  fino al 30% del Pil considerando  anche le spese  per contrastare l’esclusione sociale, per la famiglia e housing e le spese di funzionamento, al di sopra quindi della media dei 28 Paesi UE (28,7%) e più bassa soltanto rispetto a Danimarca, Francia e Finlandia.

Il Rapporto si interroga perché in questi anni il sistema sociale è apparso incapace di rispondere con efficacia ai bisogni dei propri cittadini.

Le spiegazioni stanno in primo luogo in uno squilibrio interno: si spende troppo per pensioni e sanità, sul passato verrebbe da dire, mentre poco o niente è destinato a  famiglia, inclusione sociale, lavoro femminile e formazione, cioè al futuro.

A questo squilibrio si aggiungano  l’invecchiamento della popolazione, i cambiamenti nell’assetto tradizionale delle famiglie, i nuovi  bisogni legati all’evoluzione del mondo del lavoro, la crescita della povertà e le migrazioni.

Di fronte a queste sfide complesse il welfare pubblico non riesce a dare risposte adeguate ai bisogni crescenti dei cittadini: da questi vuoti nascono le numerose esperienze di secondo welfare, “ovvero interventi pensati, sviluppati e implementati da soggetti privati, sia profit che non profit, che vanno ad inserirsi sussidiariamente laddove lo Stato, con il primo welfare di natura pubblica, non riesce ad arrivare“.

Sono tanti i soggetti che mettono in campo risposte innovative, spesso con forte radicamento territoriale: sono imprese, assicurazioni, banche, fondazioni, cooperative, imprese sociali, gruppi di volontari e altre realtà del Terzo Settore, assieme associazioni datoriali, organizzazioni sindacali e enti bilaterali, che operano con l’obiettivo di integrare il welfare pubblico in difficoltà. 

Come sottolineano Maurizio Ferrera e Franca Maino, rispettivamente scientific advisor e direttrice di Percorsi di secondo welfare, non è agevole riassumere in cifre di sintesi questa ricchezza e varietà di esperienze, attività e servizi, anche per la continua evoluzione e sperimentazione di attività innovative: il Rapporto presenta i dati comunque raccolti e organizzati anche attraverso  infografiche riassuntive dei numeri più interessanti dei vari fenomeni analizzati, riuscendo così a restituire pezzi sempre più “pesanti” di un puzzle in continua espansione. 

Alcune numeri sui beneficiari di  prestazioni, servizi e sostegni ci danno un’idea de fenomeno:

  • Il settore della bilateralità riguarda con 6 milioni e 900 mila potenziali fruitori;
  • i grandi fondi sanitari integrativi bilaterali di livello nazionale coprono 2 milioni e 500 mila lavoratori;
  • i fondi, gli enti, le casse e le società di mutuo soccorso aventi fini assistenziali registrati presso il ministero della Salute (ben 305) riguardano 9 milioni e 150 mila persone, di cui quasi 7 milioni di lavoratori e oltre 2 milioni e 200 mila familiari;
  • con l’inclusione del welfare aziendale in seno all’ultimo Contratto Collettivo Nazionale dei metalmeccanici, oltre 200 mila imprese del settore possono attivare programmi di questo genere raggiungendo un bacino potenziale superiore a 1 milione e 500 mila lavoratori.

Questo senza dimenticare le istituzioni filantropiche che rinnovano la loro missione, le fondazioni d’impresa e di famiglia, di comunità e di partecipazione e soprattutto per il peso nei territori di riferimento delle Fondazioni bancarie.

Di queste diverse esperienze dà conto il rapporto con i tanti dati che sollecitano approfondimenti e riflessioni: un cenno merita di essere dedicato a quelli relativi al welfare aziendale, nei quali rientrano gli interventi che vanno dal sostegno al reddito familiare, allo studio e alla genitorialità fino alla tutela della salute, dalla previdenza complementare a interventi per la facilitazione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, ma comprendere anche misure per il tempo libero e agevolazioni di carattere commerciale.

Modifiche intervenute nella fiscalità che intendono agevolare questa tipologia di welfare mostrano una crescente propensione a trasformare il premio di produttività in welfare.

  ad agosto 2017 ad agosto 2016 Variazioni %
accordi attivi per premio di produttività                             12.711                 13.543 -6,1%
accordi che NON CONSENTONO  di trasformare il premio di produttività in Welfare                               8.802                 11.253 -21,8%
accordi che CONSENTONO  di trasformare premio di produttività in Welfare                               3.909                   2.290 + 70,7%
Luciano Pallini | 30 Novembre 2017 - 1:39 pm
30 Novembre 2017 | Luciano PalliniPubblicato in: Primo piano, NotizieArgomenti: Centro studi, Franca Maino, Maurizio Ferrera, Percorsi di secondo welfare, Terzo rapporto sul secondo welfare

Sidebar

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube
  • LinkedIn
  • X
Contatta le strutture
Iscrizione newsletter
Convezioni attive
Accesso alle strutture
Fatturazione elettronica
Whistleblowing
La Fondazione Turati

Accesso agli Atti

Archivio notizie

Bilanci

Bilancio sociale

Codice etico

La nostra filosofia

La nostra offerta

La Storia

Lavora con noi

Modello 231

Organizzazione

Regolarità contributive

Responsabilità sociale

Sostieni

Studi e Pubblicazioni

Trasparenza

Whistleblowing

Dove siamo

Centro di Riabilitazione e Terapia Fisica di Pistoia

Kineia, Centro di riabilitazione privato a Pistoia

Centro Socio Sanitario di Gavinana (PT)

Centro diurno di Pistoia per persone disabili (PT)

Centro diurno anziani “Il filo della memoria” (PT)

Centro Socio Sanitario di Vieste (FG)

Centro Socio Sanitario di Zagarolo (Roma)

I nostri Centri di Riabilitazione

Centro di Riabilitazione di Pistoia

Centro di Riabilitazione di Gavinana

Centro di Riabilitazione di Vieste

Centro di Riabilitazione di Zagarolo

Kineia, Centro di Riabilitazione Pistoia

Le nostre Residenze per Anziani

Residenze per Anziani di Gavinana “I Fiori”

Residenze per Anziani di Gavinana “Gli Alberi”

Residenza per Anziani di Vieste

Residenza per Anziani di Zagarolo

Le nostre Residenze per Disabili

Residenze per Disabili di Gavinana

Residenze per Disabili di Vieste

I nostri Centri Diurni

Centro Diurno di Pistoia

Centro Diurno Anziani “Il filo della memoria”

Fondazione Filippo Turati Onlus

Sede Legale
Via P. Mascagni, 2 51100 Pistoia

Direzione ed Uffici Amministrativi
Via Fiorentina, 136 51100 Pistoia
Tel 0573 976143 Fax 0573 368030
E-mail: info@fondazioneturati.it
Pec: pistoia@pec.fondazioneturati.it

Dati per la fatturazione elettronica

Centri di Riabilitazione

  • Centro di Riabilitazione di Pistoia
  • Centro di Riabilitazione di Gavinana
  • Centro di Riabilitazione di Vieste
  • Centro di Riabilitazione di Zagarolo
  • Kineia, Centro di Riabilitazione Pistoia

Residenze per Disabili

  • Residenze per Disabili di Gavinana
  • Residenze per Disabili di Vieste

Residenze per Anziani

  • Residenze per Anziani di Gavinana “I Fiori”
  • Residenze per Anziani di Gavinana “Gli Alberi”
  • Residenza per Anziani di Vieste
  • Residenza per Anziani di Zagarolo

Centri Diurni per Persone Disabili

  • Centro Diurno di Pistoia
Aderente AIOP
  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • LinkedIn
  • YouTube

Fondazione F.Turati Onlus – Ente Morale Associata alle Nazioni Unite | P.IVA 00225150473 Codice Fiscale 80001150475

Privacy Policy | Cookie Policy | Trasparenza | WhistleBlowing | Modello 231 | Iscrizione newsletter