Sul giornale online “La voce della Montagna” un ricordo intenso di Alvaro Gaggioli, vicepresidente di Raggio Verde scomparso due giorni fa, scritto da Giancarlo Magni, già presidente di Raggio Verde e della Fondazione Turati.
PISTOIA – Ci sono uomini che vengono ricordati come eroi per un gesto clamoroso, un’impresa eclatante, un’azione destinata a lasciare un segno nella storia di una comunità o di un paese, e ci sono poi uomini che tutti i giorni affrontano le grandi difficoltà della vita, come può essere quella di avere un figlio che ha bisogno di un supporto per tutta la sua esistenza, e lo fanno senza rabbia o spirito di rivalsa ma al contrario con animo costruttivo, rimboccandosi le maniche per dare un aiuto non solo al proprio figlio ma anche a tutti quelli che si trovano nelle stesse condizioni. Alvaro Gaggioli era uno di questi. Lo definirei un eroe di tutti i giorni, un eroe vero, un eroe di umanità, di altruismo, di bontà.
Tutto inizia nei primi anni 2000
All’inizio degli anni 2000, quando ancora l’autismo non era al centro dell’attenzione della società e soprattutto del Servizio sanitario nazionale, Alvaro con un gruppo di genitori che si trovavano nella sua stessa condizione dette vita ad una Associazione, Agrabah, che già dal nome era tutto un programma. Agrabah, la città fantastica ed ideale di Aladino, dove tutto diventa possibile, se lo si vuole davvero. Alvaro e gli altri genitori avevano questo sogno: costruire anche per i loro figli una vita il più possibile uguale a quella di tutti gli altri. Si rimboccarono le maniche, ci misero del loro, chiesero aiuto e sostegno alla comunità pistoiese.
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