La Fondazione Turati di Gavinana ospita la giornata di studio “Il modello riabilitativo multidisciplinare Tartaruga nella malattia di Parkinson: protocolli e modalità operative”, in programma il 19 giugno e realizzata a partire dall’esperienza dell’Aps La Tartaruga di Pisa.
L’approccio multidisciplinare integrato nel Parkinson è il tema della giornata di studio ospitata venerdì 19 giugno dalla Fondazione Turati di Gavinana. Cuore dell’evento, l’esperienza della Aps La Tartaruga di Pisa, che negli anni ha messo a punto un peculiare modello organizzativo di presa in carico del paziente parkinsoniano.
L’appuntamento, dal titolo “Il modello riabilitativo multidisciplinare Tartaruga nella malattia di Parkinson: protocolli e modalità operative”, si terrà dalle ore 8:30 alle 14 in sala Giglio. Si propone di offrire un momento di confronto operativo tra professionisti, enti gestori e decisori pubblici, finalizzato a rafforzare l’integrazione tra riabilitazione sanitaria e servizi socio‑assistenziali, la coerenza con i PDTA (percorsi diagnostico terapeutici assistenziali) regionali e la costruzione di un network territoriale stabile a supporto delle persone con Parkinson e delle loro famiglie. L’iniziativa è rivolta dunque a operatori della riabilitazione e dei servizi socio‑sanitari, coordinatori di strutture pubbliche e private, enti del Terzo settore. L’invito è esteso anche a professionisti e associazioni attive nell’ambito delle attività fisiche adattate, motorie ed espressive, strumenti complementari fondamentali nei percorsi di riabilitazione.
Ad aprire i lavori, per la Fondazione Turati, saranno la presidente Chiara Cariglia e il direttore sanitario del Centro di riabilitazione di Gavinana, Gino Volpi, insieme a Ilaria Filippeschi e Moira Marchionni, rispettivamente presidente e vicepresidente de La Tartaruga, e a Roberto Rimediotti, assessore del Comune di San Marcello Piteglio e vicepresidente della Sds Pistoiese.
«La neurologia italiana ha evidenziato che l’aumento delle cronicità neurologiche e della loro complessità rende cruciale uno shift organizzativo verso una gestione appropriata della cronicità e verso reti cliniche che colleghino nodi di offerta e percorsi del paziente», spiega il dottor Volpi nell’introdurre i contenuti dell”evento. «Il paziente neurologico complesso nel contesto del DM 77/2022 vede il passaggio da una neurologia centrata quasi solo sull’ospedale a una neurologia di rete – prosegue – integrata con territorio, domicilio, telemedicina e presa in carico multidimensionale. È necessario costruire una continuità assistenziale capace di seguire pazienti con cronicità, disabilità, fragilità cognitive, bisogni riabilitativi e frequenti transizioni tra fase acuta e fase cronica. Non esistono più il neurologo ospedaliero e il neurologo ambulatoriale (il sumaista): la neurologia moderna ed in particolare la neurologia del nostro territorio è orientata verso la figura del neurologo di percorso, che possa seguire i pazienti sia in ospedale sia sul territorio, secondo le varie fasi di malattia, nell’ospedale di comunità, nelle case di comunità sia in presenza che avvalendosi della telemedicina, in stretto rapporto con i medici di medicina generale e tutte le figure professionali che girano attorno al paziente (infermieri, fisiatri, fisioterapisti, logopedisti, neuropsicologi).
Esempio tipico della gestione multidisciplinare del paziente neurologico complesso è la gestione del paziente parkinsoniano in fase avanzata, quando presenta non solo sintomi motori, ma anche aspetti cognitivi, psicologici, nutrizionali, funzionali e sociali. Nella fase complessa della malattia di Parkinson, infatti, la presa in carico multidisciplinare consente una gestione globale della persona, integrando competenze neurologiche, riabilitative, psicologiche, nutrizionali e sociali. L’obiettivo non è solo il controllo dei sintomi, ma il mantenimento della migliore qualità di vita possibile per il paziente e per il caregiver».


