A Palazzo Rospigliosi la proiezione del film “Tutto quello che vuoi” di Francesco Bruni, dedicata ai giovani studenti del liceo di Palestrina.
A Zagarolo, nella sala del Cantinone adiacente a Palazzo Rospigliosi, è stato proiettato nei giorni scorsi il film “Tutto quello che vuoi” di Francesco Bruni, al centro di una mattinata densa di significato, dedicata al tema dell’Alzheimer, la quale ha coinvolto gli studenti del liceo Iss Eliano-Luzzatti di Palestrina. L’appuntamento si è svolto nell’ambito de “Il tempo smarrito“, il progetto organizzato e promosso dal Comune di Zagarolo in collaborazione con il Centro sociosanitario della Fondazione Turati Onlus e Off Rome Tour in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer.
Fortemente voluta dalla nostra équipe riabilitativa e in collaborazione con il Comune, l’iniziativa ha visto la partecipazione delle figure professionali che ogni giorno operano accanto ai pazienti e alle famiglie all’interno della Fondazione. Ha inoltre rappresentato un’occasione preziosa per avvicinare i ragazzi all’argomento, stimolando uno sguardo empatico e profondo. L’incontro è stato introdotto dai saluti istituzionali della sindaca, Emanuela Panzironi, dell’assessora alle Politiche sociali, Antonella Caspoli, e della direttrice operativa del nostro Centro sociosanitario, Angela Guarcini, che hanno sottolineato l’importanza di coltivare una cultura dell’inclusione e della consapevolezza anche tra i più giovani che sia capace di accogliere la fragilità, nonché di porsi come persone attive nel proprio percorso di vita, prendendo esempio da quel filo della memoria che i nostri anziani hanno saggiamente tessuto per le generazioni future. Presenti in sala inoltre la nostra psicologa, le educatrici e la terapista occupazionale, pronte ad accogliere le domande e le riflessioni degli studenti. Dopo la proiezione, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi direttamente con loro, ponendo domande e condividendo le loro impressioni. Numerosi gli spunti emersi: dal ruolo della memoria nel costruire l’identità personale al valore della relazione intergenerazionale, fino alla difficoltà emotiva che la malattia comporta sia per chi ne è affetto sia per chi se ne prende cura.
A concludere la mattinata, un momento simbolico dal forte impatto emotivo: a ciascun ragazzo è stato chiesto di scrivere su un biglietto “ciò che non vorrebbe mai dimenticare”. Pensieri, emozioni, ricordi e legami sono stati così affidati a parole scritte con cura e poi riposti in una speciale “valigia dei ricordi”, simbolo della memoria condivisa e della responsabilità collettiva nel custodirla. Come sottolineato anche dalla toccante testimonianza di una professoressa dell’istituto, risulta fondamentale mantenere attiva e valorizzata ogni persona, al di là della malattia. Per tutti i giovani presenti l’incontro ha rappresentato un importante momento formativo, utile alla costruzone di una maggiore consapevolezza sociale, anche nella convinzione che — come recita una delle battute più significative del film — “non è mai troppo tardi per imparare a voler bene”.








